Oblio oncologico, inaccettabile ritardo
Legge su oblio oncologico incompiuta, Governo si muova
A distanza di due anni dall’approvazione della legge sull’oblio oncologico, alcuni importanti provvedimenti attuativi sono ancora fermi. In particolare, manca il decreto interministeriale salute-lavoro per il reinserimento professionale e la riqualificazione retributiva delle persone guarite da tumore, e non sono ancora stati adottati i provvedimenti necessari per garantire l’accesso ai diritti bancari e assicurativi. Nonostante l’impegno del Governo di adottare il decreto per il reinserimento professionale entro luglio 2024, la misura non è ancora stata
varata.
Interrogazione immediata
Ho dunque depositato una nuova interrogazione per chiedere chiarimenti sui ritardi nell’attuazione della legge che ha introdotto in Italia il diritto all’oblio oncologico. Perché a causa di questi ritardi la legge rischia di rimanere lettera morta, senza tradursi in diritti concreti.
Una discriminazione che continua
Le persone guarite dal tumore, dunque, continuano a subire discriminazioni, non riuscendo a godere pienamente delle opportunità previste dalla legge. Questo sta vanificando una norma che ha il potenziale di rappresentare una vera svolta per l’uguaglianza e la dignità delle persone guarite. Vorrei sapere una volta per tutte le ragioni dei ritardi nell’adozione dei provvedimenti attuativi e quali sono le misure che il Governo intende adottare per garantire che la legge entri pienamente in vigore, evitando che chi è guarito dal cancro continui a essere discriminato nei settori cruciali della vita quotidiana. Il Governo si dia una mossa e si occupi dei problemi concreti delle persone e meno della sua propaganda.