Dimensionamento scolastico: interrogazione
Scuola, grave situazione per dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna: presentata interrogazione.
Vanno riviste con urgenza le misure di dimensionamento scolastico previste per l’Emilia-Romagna. Non ci possiamo infatti permettere di perdere 17 autonomie che mettono a rischio uno dei più efficienti sistemi educativi del nostro paese. Le province di Reggio Emilia, Modena, Parma e Forlì-Cesena, in particolare, sono tra le più colpite da questa riorganizzazione. Siamo di fronte a un piano che non tiene conto delle specificità geografiche e socio economiche del nostro territorio e che, con il taglio così significativo, rischia di compromettere la qualità del sistema educativo, penalizzando la didattica, i percorsi di inclusione e la professionalità di docenti e personale amministrativo, livelli occupazionali compresi.
La nostra interrogazione
Per questo motivo, insieme ai colleghi Manzi, Bakkali, De Maria, Guerra, Merola, Rossi, Vaccari, parlamentari PD eletti in Regione, abbiamo chiesto al Ministro di sospendere le misure di dimensionamento per l’Emilia-Romagna o, almeno, di concedere più tempo per una riorganizzazione che coinvolga in modo effettivo i territori, le scuole e le parti sociali. Inoltre, ho chiesto di aprire un tavolo di confronto per discutere i numeri e le implicazioni di una riorganizzazione che, come rischia di accadere, deve essere decisa con una reale condivisione con chi vive quotidianamente la realtà scolastica.
Le richieste
Chiedo che vengano riveduti anche i criteri alla base di questa riorganizzazione, rendendoli più equi, avendo già noi una media di alunni per autonomia scolastica pari a 994 superiore al parametro fissato dal Ministero (938), e che si considerino le specificità dei territori, per non ridurre la qualità educativa solo a meri parametri numerici. Crediamo che la nostra Regione abbia fatto bene a non attuare il dimensionamento come scelta politica per difendere i nostri territori perché siamo consapevoli che queste decisioni rischiano di penalizzare le aree più fragili, a partire da quelle montane e interne che hanno già gravi problemi di spopolamento. La scuola è un pilastro fondamentale per la nostra comunità e la sua qualità deve essere tutelata, in particolare nelle aree più fragili. Non possiamo permettere che un errore di pianificazione comprometta il futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.