INAIL Reggio Emilia, pratiche bloccate
INAIL Reggio Emilia, gravi carenze di organico: oltre 1.500 pratiche di bloccate, il Governo intervenga.
Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per denunciare la situazione critica in cui versa la sede INAIL di Reggio Emilia, ormai da tempo paralizzata da una grave carenza di personale e da dotazioni tecnologiche obsolete. I numeri che emergono dal territorio reggiano sono allarmanti e delineano una vera e propria emergenza: solo considerando i dati forniti dal patronato Inca Cgil, al 27 novembre scorso risultano 283 pratiche di malattie professionali e ben 1.278 ricorsi ancora in attesa di essere esaminati. Parliamo di oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori che aspettano risposte su diritti fondamentali legati alla salute e alla dignità del lavoro.
Un’interrogazione che nasce dal territorio
L’interrogazione nasce dalle criticità sollevate durante il comitato di controllo provinciale dell’INAIL, dove il direttore della sede reggiana, Giulio Oliverio, ha confermato l’impossibilità di gestire le istanze con tempestività a causa della mancanza di medici e di personale amministrativo. Una situazione aggravata da sistemi informatici hardware e software inefficienti, che rallentano ulteriormente le procedure. Non possiamo accettare che i lavoratori, già colpiti da infortuni o malattie professionali, debbano subire anche ulteriori disservizi che rischiano di tradursi nella perdita del posto di lavoro. In un contesto in cui l’innalzamento dell’età lavorativa – ulteriormente spinta dalle decisioni del Governo – porta fisiologicamente a un aumento delle patologie connesse all’attività professionale, lo Stato deve garantire una risposta efficiente e umana.
Le richieste al Governo
Nell’interrogazione si chiede dunque al Ministro quale sia la reale situazione del personale nella sede di Reggio Emilia e a livello nazionale, quale il numero totale delle istanze in attesa di definizione rispetto a quelle presentate non solo sul territorio nazionale, ma in particolare a Reggio Emilia, quali provvedimenti si intendono adottare, comprese eventuali procedure straordinarie di reclutamento, per sanare il deficit della sede reggiana e se esista un piano per l’aggiornamento dei sistemi informatici dell’Istituto. Il territorio reggiano è un distretto produttivo d’eccellenza e merita rispetto. La tutela della salute di chi lavora non è una priorità di questo Governo, ma ora serve agire subito con un piano di assunzioni e investimenti tecnologici che sblocchi le migliaia di pratiche ferme nei cassetti dell’INAIL, dato che a ognuna di quelle pratiche corrispondono vita e necessità di persone.