Casello autostradale a Correggio, bocciato
Nuovo casello autostradale a Prato di Correggio: il Governo chiude la porta allo sviluppo del territorio.

Durante la maratona della legge di bilancio, la Maggioranza ha bocciato in Aula un ordine del giorno, illustrato dal collega Andrea Rossi, che chiedeva di avviare valutazioni tecniche e un confronto istituzionale sulla realizzazione del nuovo casello autostradale di Prato di Correggio. Si trattava di un atto privo di effetti sulle casse pubbliche, senza alcun impegno di spesa e senza vincoli finanziari. Si mirava esclusivamente a verificare la fattibilità di un’infrastruttura strategica per l’attrattività, lo sviluppo e l’adeguata infrastrutturazione del territorio reggiano. Il parere contrario del Governo assume quindi un significato politico chiaro: si è scelto di non ascoltare un territorio ad alta vocazione produttiva, caratterizzato da una forte proiezione internazionale, da un’elevata quota di export e dalla presenza diffusa di distretti industriali di eccellenza. Un territorio che negli anni ha saputo crescere anche grazie a investimenti infrastrutturali importanti e che oggi chiede semplicemente di continuare su quella traiettoria.
Richieste dal territorio
La realizzazione di un nuovo casello tra Reggio Emilia e Modena Nord risponderebbe a esigenze concrete: migliorare l’accessibilità alle aree produttive, ridurre la pressione su nodi autostradali già saturi, alleggerire il traffico sulla viabilità ordinaria e urbana, con benefici evidenti anche sul fronte ambientale e della qualità della vita. Colpisce che il Governo abbia detto no persino alla possibilità di studiare questa ipotesi, nonostante la sua coerenza con gli strumenti di pianificazione regionale e con una visione moderna della mobilità e della logistica. Un no che non nasce da valutazioni tecniche, ma da una scelta di chiusura politica. Il tutto nel silenzio dei rappresentanti locali di centrodestra, che quando intervengono nel territorio si dimostrano a sostegno, ma poi nei fatti si muovono in direzione contraria.
Interrogazione al Ministro
Quando si rifiuta il confronto e si nega l’analisi dei dati, non si tutela l’interesse pubblico: si blocca lo sviluppo. Insieme agli altri colleghi PD del territorio continueremo a chiedere che le politiche infrastrutturali nazionali partano dall’economia reale e da una programmazione seria, condivisa e lungimirante. Non ci fermiamo quindi all’ordine del giorno di ieri, ma, prendendo spunto da questa bocciatura, mi attiverò dunque per interrogare il Governo con un sindacato ispettivo in merito.