Il “giallo” dell’Organismo di verifica sulle liste d’attesa
Dopo 18 mesi, l’Organismo di verifica sulle Liste d’Attesa non è ancora operativo: Schillaci chiarisca.
Nonostante siano passati oltre 18 mesi dalla sua istituzione, l’Organismo nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria e sulle liste d’attesa, pensato per contrastare il grave problema delle lunghe attese che penalizzano milioni di cittadini italiani, non è ancora operativo. A oggi non si hanno notizie ufficiali sul suo Direttore generale e sulla sua composizione, nemmeno attraverso il sito del Ministero della Salute. Inoltre, i fondi già stanziati – 1,4 milioni di euro per il 2024 e oltre 2,6 milioni di euro a partire dal 2025 – non risultano ancora utilizzati in modo concreto per avviarne l’attività.
Un impianto normativo retto da due pilastri, che però non funzionano
Ho dunque depositato un’interrogazione in merito, perché emerge una contraddizione evidente: da un lato il Governo rivendica una riduzione delle liste d’attesa, dall’altro l’Organismo che dovrebbe verificarne e certificarne i dati non è operativo. A questo punto, senza un soggetto terzo pienamente funzionante, chi certifica che le liste siano davvero diminuite? Chi controlla l’effettiva applicazione delle norme? Come sempre parole al vento, pura propaganda, senza dati certi e soprattutto senza alcun risultato statistico trasparente. Ma non solo: anche la piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, altro punto qualificante della legge a detta del Governo, non risulta pienamente funzionante. Piattaforma e Organismo rappresentano i due pilastri dell’impianto normativo voluto dal Governo, ma oggi entrambi non sono operativi. Senza questi strumenti, la riforma resta sulla carta e i cittadini continuano a pagare il prezzo dei ritardi.
Cosa ho chiesto?
Nell’interrogazione ho chiesto chiarimenti puntuali sullo stato di attuazione dell’Organismo e ho sollecitato il Ministero a spiegare perché, a distanza di mesi, non siano stati ancora attivati i poteri sostitutivi previsti dalla legge nei confronti delle Regioni inadempienti. La situazione delle liste d’attesa è ormai una vera e propria emergenza sanitaria, con oltre 6 milioni di cittadini che rinunciano o rinviano le cure. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi. I cittadini hanno diritto a un accesso tempestivo ed equo alle prestazioni sanitarie, e il sistema deve essere messo nelle condizioni di funzionare davvero, non solo sulla carta.