Decreto Sicurezza: niente risorse per la Procura di Reggio Emilia
Decreto Sicurezza: niente risorse per la Procura di Reggio Emilia. Il mio intervento in Aula.
Il Decreto Sicurezza approvato dalla Maggioranza non è altro che l’ennesimo manifesto ideologico di una visione punitiva che non tocca alcuno dei problemi reali. Mentre il Governo si concentra su una propaganda repressiva che moltiplica i reati, io ho scelto di portare in Aula la voce di chi la legalità deve garantirla ogni giorno, scontrandosi con la cronica mancanza di mezzi e personale. Ho presentato un ordine del giorno per denunciare una situazione ormai insostenibile: il collasso operativo degli uffici giudiziari, con un focus specifico sulla drammatica realtà della Procura di Reggio Emilia.
Reggio Emilia: una provincia esposta, ma senza mezzi
I numeri che ho esposto alla Camera parlano chiaro e fotografano un’emergenza non più rimandabile. Reggio Emilia è una delle province più esposte alla criminalità, ma paradossalmente è tra le meno dotate di risorse in Italia: carichi di lavoro record – con 2.120 pendenze pro capite per magistrato, la nostra Procura è tra le peggiori d’Italia (superando realtà critiche come Ivrea e Busto Arsizio) – aumento dei reati, perché i delitti in provincia sono passati dai 19.161 del 2023 ai 21.994 del 2025, criminalità economica, considerato l’Unità Antiriciclaggio della Banca d’Italia (UIF) ci colloca al terzo posto in Italia per incidenza di riciclaggio, subito dopo Milano e Brescia.
Un organico dimezzato: la realtà oltre la propaganda
Nonostante questo scenario, il Governo risponde con l’indifferenza. Ad oggi, la Procura reggiana soffre una scopertura del 50% dei magistrati e del 40% del personale amministrativo. Il dato sui cancellieri è paradossale: ne abbiamo in servizio soltanto uno, a fronte dei nove previsti dalla pianta organica. È inaccettabile che in un territorio che ha vissuto il processo Aemilia e che detiene il primato per le interdittive antimafia, si scelga di non investire. Creare nuovi “reati ideologici” servirà solo a ingolfare ulteriormente il lavoro dei nostri magistrati, che stanno reggendo l’ufficio solo grazie a un impegno e una dedizione straordinari, come dimostrato dal prezioso lavoro del Procuratore Paci.
Le mie richieste al Governo
La sicurezza non si garantisce con i proclami, ma mettendo la giustizia in condizione di funzionare. Con il mio ordine del giorno ho chiesto impegni precisi:
- l’aumento urgente delle piante organiche della Procura di Reggio Emilia;
- l’istituzione del posto di Procuratore Aggiunto, un requisito previsto dal CSM che il nostro territorio merita ampiamente;
- l’invio immediato di nuovi sostituti procuratori e personale amministrativo.
La risposta della destra: un voto contro il territorio
Purtroppo, la Maggioranza – compresi i deputati di destra eletti nel nostro territorio – ha deciso di votare contro il mio documento. Questo rifiuto la dice lunga sul reale interesse di questo Governo per la legalità e la sicurezza dei cittadini reggiani. Occorre continuare a battersi perché la nostra comunità non venga lasciata sola: la sicurezza di un territorio e la lotta alla criminalità organizzata passano dalle risorse concrete, non dai nuovi divieti per le manifestazioni.