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Gioco d’azzardo: lo Stato non può lucrare sui fragili

Gioco d’azzardo: lo Stato non può fare cassa sulla salute dei cittadini fragili.

Il disturbo da gioco d’azzardo non è un vizio, né una semplice debolezza morale. È una patologia a tutti gli effetti, riconosciuta dall’OMS, inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e classificata tra le dipendenze comportamentali. Si tratta di un grave problema di salute pubblica e, in quanto tale, abbiamo il dovere di affrontarlo con strumenti sanitari adeguati e una governance che metta al centro, prima di tutto, la tutela delle persone. Per questo motivo sono intervenuta in Aula sulla mozione relativa al disturbo da gioco d’azzardo patologico: dobbiamo accendere i riflettori su un’emergenza silenziosa che il Governo sta fingendo di non vedere.

I numeri del dramma: 165 miliardi di raccolta e un milione e mezzo di malati

I dati a nostra disposizione fotografano una situazione fuori controllo. Nel 2025 la raccolta del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto la cifra record di 165,3 miliardi di euro, una somma che supera l’intera spesa sanitaria pubblica nazionale. Le perdite nette dei giocatori hanno superato i 22 miliardi di euro.
Dietro questi numeri ci sono vite spezzate e famiglie sul lastrico: 1,5 milioni di italiani soffrono di un disturbo conclamato, ma solo l’1% di loro è attualmente in trattamento. Questo non accade perché gli altri stiano bene, ma perché il nostro sistema non riesce a intercettarli. Lo stigma sociale frena le richieste d’aiuto, le liste d’attesa scoraggiano chi decide di fare il primo passo e i SerD (Servizi per le Dipendenze) sono drammaticamente sottofinanziati, con carenze di personale che raggiungono il 50%.

La contraddizione del Governo: più estrazioni e meno fondi per la cura

Di fronte a questo scenario, la risposta del Governo Meloni è stata insufficiente. Con la legge di bilancio, l’Esecutivo ha scelto di abolire l’Osservatorio specifico sul gioco d’azzardo patologico e ha tagliato 18 milioni di euro di risorse dedicate, facendo confluire il fondo in una voce generica e indistinta. Allo stesso tempo, nello stesso provvedimento, il Governo ha introdotto nuove estrazioni del Lotto, prorogato le concessioni esistenti, allargato complessivamente l’offerta di gioco. Siamo davanti a una contraddizione totale: da un lato si incentiva l’azzardo per fare cassa, dall’altro si smantellano gli unici presidi di contrasto e cura. È un cinismo che ha un costo umano insostenibile.

Le nostre proposte per un contrasto reale al gioco d’azzardo patologico

“L’articolo 32 della Costituzione non è negoziabile: la fragilità delle persone non può e non deve diventare una fonte di entrata per lo Stato.” Con la mozione che abbiamo presentato alla Camera, chiediamo un’inversione di rotta immediata e concreta attraverso cinque punti fondamentali:

  • ripristino immediato dell’Osservatorio e rifinanziamento vincolato del fondo per la cura delle dipendenze;
  • riordino della rete fisica del gioco, basato su rigidi criteri di salute pubblica e distanziamenti dai luoghi sensibili;
  • potenziamento dei SerD con l’assunzione di personale qualificato e l’adozione di protocolli terapeutici omogenei in tutta Italia;
  • prevenzione strutturale e campagne informative continue nelle scuole e nei luoghi di lavoro;
  • piena trasparenza sui dati dei flussi di gioco per monitorare l’evoluzione del fenomeno.

La salute dei cittadini viene prima dei bilanci dello Stato.