“Galleria del Seminario”: mia interrogazione al MIT
Galleria del Seminario: la mia interrogazione al Ministro dei Trasporto per tutelare l’Appennino.
L’intervento di riqualificazione e messa in sicurezza della Galleria del Seminario lungo la SS63 è un’opera indubbiamente necessaria e ampiamente condivisa per garantire la sicurezza dei collegamenti tra la pianura e l’Appennino reggiano. Tuttavia, la chiusura totale di questa fondamentale arteria per circa 270 giorni non può e non deve trasformarsi in una mannaia per l’economia, il turismo e la mobilità della nostra montagna. Soprattutto se programmata in pieno agosto e con il nodo ancora irrisolto dei costi legati alle strade alternative. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’esecutivo nazionale le criticità di un cantiere che rischia di impattare in modo pesante su cittadini, enti locali e imprese del territorio. Nell’interrogazione si chiedono informazioni rispetto alla possibilità di un rinvio dell’inizio dei lavori ai primi giorni di settembre e di un sostegno economico concreto ai Comuni dell’Appennino per gestire l’aumento del traffico deviato sulla viabilità secondaria.
Perché chiedo il rinvio dell’avvio del cantiere ad ANAS
Il cronoprogramma attualmente previsto da ANAS fissa la chiusura totale del tratto stradale dal 7 agosto 2026 al 30 aprile 2027. Di fronte a tale scenario, sosteniamo le richieste della Provincia di Reggio Emilia, dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano e di tutti i Comuni interessati e l’interrogazione chiede al Ministro la possibilità di di intervenire affinché ANAS differisca l’avvio del cantiere di poche settimane, spostandolo all’inizio di settembre. Questa richiesta si fonda su due priorità: salvaguardare la stagione turistica, perché non possiamo penalizzare le attività economiche del territorio nel momento di massimo picco estivo, e completare i lavori di sicurezza già in corso, per permettere al Comune di Carpineti di ultimare, entro inizio settembre, gli interventi di messa in sicurezza su due ponti lungo la strada comunale destinata a diventare il principale percorso alternativo durante il blocco.
Viabilità alternativa: i costi non possono gravare sui Comuni
Ad aggravare il quadro c’è la complessa gestione delle deviazioni. Il piano prevede una prima fase con traffico deviato su un bypass di strade comunali e provinciali (in attesa del termine dei lavori sui ponti di Carpineti), e una seconda fase lungo il tracciato della vecchia statale tra Carpineti e Casina. Nonostante l’enorme incremento di flusso veicolare previsto su queste arterie locali, ANAS ha dichiarato la propria indisponibilità a contribuire finanziariamente o operativamente agli interventi di adeguamento e manutenzione delle strade secondarie. In questo modo, però, i costi per rendere idonei e sicuri i percorsi alternativi ricadano interamente sui bilanci dei Comuni e della Provincia, quando la chiusura è causata da un cantiere su un’infrastruttura statale. Il nostro impegno è volto a costruire un’interrogazione positiva con il Ministro, a tutela delle comunità dell’Appennino reggiano.