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Climatizzazione delle aule scolastiche: dal Governo un ventaglio

Climatizzazione delle aule scolastiche: dal Governo solo briciole e propaganda.

Dopo un’estate torrida e un inizio d’autunno sulle stesse temperature, la necessità di interventi concreti per la climatizzazione delle aule scolastiche è diventato un intervento urgente. Ma la risposta del Governo e del Ministro Valditara, purtroppo, si traduce in fondi che definire offensivi per chi ogni giorno vive e lavora nella scuola è poco: una manciata di spiccioli distribuiti a pioggia, del tutto insufficienti persino a coprire l’acquisto di un singolo ventilatore per classe.

I numeri del finanziamento alla prova dei fatti

I numeri ufficiali restituiscono la misura reale di questa operazione, che rappresenta una vera e propria presa in giro.
Il Ministero ha stanziato una quota fissa di 3.153 euro per ciascuna istituzione scolastica statale, attingendo a un fondo complessivo di soli 20 milioni di euro per tutta Italia. Per comprendere l’inconsistenza di questo provvedimento, basta osservare cosa accade concretamente sul territorio, ad esempio nella provincia di Reggio Emilia:

  • gli istituti scolastici inseriti nell’elenco governativo sono 60 (compreso il CPIA), per un finanziamento totale provinciale di 198.214,20 euro;
  • a fronte delle 2.896 classi presenti sul nostro territorio, la cifra destinata equivale a circa 65 euro per classe;
  • considerando i 60.292 studenti iscritti, parliamo di soli 3,13 euro per ciascun alunno.

In pratica, le risorse messe a disposizione dall’ Esecutivo bastano appena a regalare a ogni studente il corrispettivo di un ventaglio di media qualità.

Servono investimenti strutturali, non elemosine

Con 3.000 euro a scuola non è possibile installare alcun impianto di climatizzazione né tantomeno avviare interventi seri di efficientamento energetico. Questa misura non risolve il problema del microclima nelle aule, ma si limita a scaricare la responsabilità e le criticità operative direttamente sulle spalle dei dirigenti scolastici e dei Comuni.
La scuola pubblica e merita rispetto, pianificazione e risorse vere: per affrontare l’emergenza servono un piano d’investimenti strutturale e stanziamenti adeguati, non interventi di facciata che hanno un impatto pari a zero sulla vita quotidiana dei nostri studenti.