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Rapporto Gimbe 2026: crisi del Servizio Sanitario Nazionale

Il Servizio Sanitario Nazionale al collasso: l’allarme del Rapporto Gimbe

I dati presentati dalla Fondazione Gimbe confermano una realtà drammatica, la stessa che denunciamo da tempo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale è sempre più in difficoltà e le risorse attualmente stanziate non sono assolutamente sufficienti a garantire il diritto alla salute in modo uniforme in tutto il Paese.

I numeri del Rapporto Gimbe: miliardi tagliati alla sanità

Guardando i numeri del Rapporto Gimbe, il quadro è preoccupante. Tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale ha perso ben 18,8 miliardi di euro rispetto a quanto sarebbe stato necessario per mantenere invariato il rapporto tra spesa sanitaria e PIL. E la prospettiva per il futuro è ancora più allarmante: nel prossimo triennio questo divario potrebbe arrivare a toccare i 32,3 miliardi. Non stiamo parlando di fredde statistiche contabili, ma di ammanchi che hanno conseguenze dirette e concrete sulla vita delle persone.

Liste d’attesa: milioni di cittadini rinunciano a curarsi

L’impatto di questi tagli è devastante. Nel 2024, quasi 5,8 milioni di cittadini hanno rinunciato ad almeno una visita o a un esame medico. I motivi? Le infinite liste d’attesa o, sempre più spesso, ragioni puramente economiche. Oggi ci troviamo di fronte a un sistema a due velocità: chi può permetterselo si rivolge alla sanità privata, mentre chi non può pagare è costretto ad aspettare mesi o a rinunciare del tutto alle cure. Quando accade questo, il principio di universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale viene messo seriamente in discussione.

La salute è un diritto

Il Governo in quattro anni si è sempre affidato, ma non ha mai messo in campo scelte strutturali vere. Servono urgentemente più risorse: investimenti concreti sul personale medico e sanitario, un piano reale per la riduzione delle liste d’attesa, il rafforzamento della sanità territoriale. La salute non è una voce di spesa da comprimere a piacimento. È un diritto costituzionale sancito e uno dei pilastri fondamentali della nostra coesione sociale. Difendere la sanità pubblica significa garantire che nessuno debba mai rinunciare a curarsi perché non ha abbastanza soldi o perché vive nel territorio sbagliato.