Vai al contenutoVai al footer

Professioni Sanitarie: un bluff del Governo e uno schiaffo alla scienza

Professioni Sanitarie: un bluff del Governo e uno schiaffo alla scienza

Un milione e seicentomila lavoratori e lavoratrici tengono in piedi ogni giorno il nostro Servizio Sanitario Nazionale tra sacrifici insostenibili, stipendi fermi da dieci anni e una carenza di organico pesantissima. Di fronte a questa emergenza strutturale, il Governo ha risposto con una legge delega vuota, priva di risorse e segnata da un provvedimento inaccettabile. Sono intervenuta in Aula alla Camera per esprimere la dichiarazione di voto del gruppo del Partito Democratico sulla legge sulle professioni sanitarie: abbiamo votato convintamente contro un provvedimento che si rivela, nei fatti, un vero e proprio bluff.

Sanità pubblica e zero risorse: la vera faccia della legge delega

La Maggioranza parla pomposamente di riforma, ma lo fa a invarianza zero: zero euro in più per la sanità pubblica, per quel milione e seicentomila professionisti che ogni giorno garantiscono il diritto alla salute sancito dall’Articolo 32 della Costituzione. Questa legge ignora completamente la drammatica realtà quotidiana di medici e infermieri, costretti a fuggire dal pubblico o ad andare all’estero a causa di retribuzioni tra le più basse d’Europa, burnout e carichi di lavoro insostenibili. Non c’è alcun investimento strutturale, nessun intervento concreto sui contratti di formazione specialistica, sulle borse di studio o sulle specialità che continuano a rimanere deserte. Hanno respinto con pregiudizialità ogni nostro emendamento, rompendo persino la tradizione di condivisione su temi cruciali come la salute dei cittadini.

La riabilitazione dei medici no vax: un precedente pericoloso

La ciliegina sulla torta di questo provvedimento inutile è rappresentata dal grave Articolo 8, che apre alla riabilitazione e alla reiscrizione all’albo dei medici radiati al tempo del Covid. Il Governo non si è accontentato di cancellare le multe ai no vax con un esborso di 150 milioni, né di istituire una Commissione Covid nata con il solo scopo di colpire politicamente le opposizioni. Oggi la Maggioranza ha scelto di voltare le spalle alla memoria delle circa 200mila vittime della pandemia e al lavoro straordinario di tutto il personale sanitario. Arrivare alla radiazione è una scelta estrema che gli ordini professionali non compiono con leggerezza: significa aver promosso posizioni anti-scientifiche, diffuso terapie prive di fondamento e violato il codice deontologico. La loro riabilitazione è un precedente pericolosissimo per la credibilità della classe medica e un insulto al rigore scientifico. Non possiamo permettere che si riscriva la storia mistificando una delle pagine più drammatiche vissute dal nostro Paese.

Difendere il Servizio Sanitario Nazionale è difendere il futuro

La sanità pubblica non ha bisogno di bandierine ideologiche che il Governo vuole piantare prima del termine della legislatura, ma di stipendi dignitosi, piani assunzionali seri e investimenti reali. Non ci arrendiamo: per noi difendere la sanità pubblica, i suoi professionisti e la scienza significa difendere il futuro dell’Italia e il benessere di ogni cittadino.