Sorveglianza influenza bloccata: interrogazione a Schillaci
Influenza e sorveglianza bloccata: ho chiesto un’informativa urgente al Ministro Schillaci
Quando ormai siamo entrati in piena stagione influenzale, l’Italia si trova in una situazione paradossale e inaccettabile: non abbiamo alcun dato ufficiale.
La piattaforma RespVirNet, lo strumento chiave per il monitoraggio dei virus respiratori, è infatti bloccata da ben otto mesi. Un blocco che non nasce da un’emergenza sanitaria, ma da un vero e proprio cortocircuito istituzionale e burocratico.
Piattaforma RespVirNet ferma: l’Italia senza dati ufficiali
Il nuovo regolamento sulla sorveglianza influenza, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità insieme al Ministero, è rimasto congelato presso il Garante per la protezione dei dati personali. Nel frattempo, le Regioni hanno interrotto la trasmissione dei dati per il timore concreto di incorrere in sanzioni. I risultati di questa impasse sono gravi ritardi nel rilevare le ondate epidemiche, l’impossibilità di stimare con precisione l’efficacia dei vaccini e l’enorme difficoltà nell’intercettare tempestivamente eventuali nuove varianti del virus.
Le iniziative in Parlamento: risposte immediate dal Governo
Di fronte a una criticità così evidente per la prevenzione e la sicurezza sanitaria del Paese, sono intervenuta in Aula per chiedere un’informativa urgente al Ministro della Salute Orazio Schillaci e ho depositato un’interrogazione parlamentare sullo stesso tema. Vogliamo sapere con chiarezza:
- se il Ministero fosse a conoscenza di questa situazione di stallo e per quale motivo non sia intervenuto prima;
- quali siano le intenzioni dell’Esecutivo per risolvere il problema;
- in quali tempi certi verrà garantita la riattivazione della piattaforma RespVirNet;
- quali misure urgenti verranno adottate in raccordo con l’ISS, le Regioni e il Garante della privacy.
La salute pubblica non può fermarsi per burocrazia
La sorveglianza epidemiologica è uno dei pilastri della nostra salute pubblica. Non è pensabile che strumenti di prevenzione così importanti vengano bloccati da cavilli amministrativi e rimpalli di responsabilità. Il nostro Paese non può permettersi di restare privo di una sorveglianza attiva e trasparente, soprattutto nei mesi in cui la circolazione dei virus stagionali mette a dura prova il sistema sanitario e i nostri ospedali.