Supplenze personale ATA: Emilia-Romagna esclusa dai fondi
Supplenze personale ATA: Emilia-Romagna esclusa dai fondi per scelta politica.
Dal riparto dei 19 milioni di euro previsti dal Decreto Legge per le supplenze temporanee del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) sono state escluse quattro Regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna. Ho dunque firmato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, insieme ai colleghi del Partito Democratico, per chiedere conto di questa decisione comunicata solo il 15 settembre, a scuole già aperte. Si tratta infatti di una scelta arbitraria e gravissima, un vero e proprio atto punitivo verso i territori che si sono opposti al piano di dimensionamento scolastico voluto dal Governo.
L’impatto del dimensionamento e l’aumento dei carichi di lavoro
L’esclusione dell’Emilia-Romagna danneggia direttamente la gestione quotidiana dei nostri istituti. Il dimensionamento scolastico è stato forzatamente attuato attraverso il commissariamento disposto dallo stesso Ministero. Le conseguenze operative sono evidenti: accorpamento degli istituti, dove la complessità organizzativa è aumentata; sovraccarico operativo, con il peso della gestione grava su DSGA, personale amministrativo, tecnici e collaboratori scolastici; negazione delle risorse, dato che la Regione si vede negati i fondi pensati proprio per fronteggiare questo aggravio di lavoro. Il diritto delle scuole a ricevere un supporto adeguato deve dipendere dai bisogni concreti degli istituti, non dalla modalità amministrativa con cui si è giunti al dimensionamento.
Servono risorse certe
Questa vicenda rappresenta un ulteriore tassello di una linea politica basata su decisioni calate dall’alto, assenza di dialogo e gestione ideologica dell’istruzione pubblica. Con questa interrogazione chiediamo l’immediata revisione del criterio di riparto dei fondi per le supplenze ATA. È necessario garantire risorse certe a chi ogni giorno assicura il funzionamento delle nostre scuole, mettendo al centro le esigenze reali di studenti, famiglie e personale scolastico.
Una scuola da ricostruire
Credo che questa decisione del Ministro Valditara sia lo specchio della pochezza della sua azione in questi anni e penso anche che sia giunto il momento di tracciare un bilancio complessivo della sua pessima gestione del mondo della scuola. Quattro anni in cui abbiamo visto ispettori, commissari, tentativi di repressione di ogni dibattito e confronto, disposizioni ideologiche e retrograde, fallimenti in serie sia sul piano educativo che su quello organizzativo. La “scuola versione Valditara”, dopo questi terribili anni, andrà completamente ricostruita, e lo faremo insieme ai docenti e alle famiglie, ai ragazzi, punto centrale non solo di un programma elettorale, ma anche di una concreta prospettiva per il futuro del nostro Paese.