Caregiver: una legge che mette paletti invece di riconoscere diritti
Caregiver: una legge che mette paletti invece di riconoscere diritti
Il provvedimento sui caregiver approvato in prima istanza alla Camera rischia di trasformare il riconoscimento atteso da milioni di persone che ogni giorno si prendono cura dei propri cari in un percorso a ostacoli, fatto di
requisiti rigidi e sostegni insufficienti, che ammontano a meno di un euro all’ora.
Tutti esclusi
Escludere chi non convive con la persona assistita, fissare soglie così stringenti sulle ore di cura e limitare l’accesso in base ai redditi da lavoro significa non comprendere la realtà delle famiglie e rischiare di penalizzare chi cerca di mantenere la propria autonomia economica e professionale. La cura non può essere misurata con il cronometro né scaricata interamente sulle spalle delle donne. Serve una rete di servizi accessibili, sostegni e sollevi programmati, sostegni economici adeguati, tutela previdenziale e interventi capaci di prevenire
l’isolamento e l’impoverimento dei caregiver.
Abbiamo avanzato proposte
Sia nell’iter in Commissione che poi in Aula, abbiamo avanzato proposte e indicato risorse per costruire una risposta strutturale e ci dispiace che la Maggioranza abbia tirato dritto per la propria strada, così come dispiace che la Ministra Locatelli sia stata completamente indifferente alle richieste di dialogo e di collaborazione. Continueremo a batterci perché questa legge venga migliorata: riconoscere chi cura significa garantire diritti, dignità e libertà tanto a chi assiste quanto a chi ha bisogno di assistenza.

